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"It contains real music of rial merit - the kind that
demands nothing less than focused listening.
Anything short of that does a disservice to the composer and
the fine performers at hand".
William
Zagorski, Fanfare
"Iacopini has phenomenal technique, particularlyin
the middle and lower register and an unusual, red-wine tone
that is quite unlike anything I have heard before outside
of the jazz world".
Steven
Ritter, American
Rercord Guide, september/october 2000
"Musica scritta per un amore di sassofono. Arrivato sulla
scena musicale solo nel 1846, il sax non ha ovviamente potuto
sollecitare la fantasia dei grandi compositori dell'epoca
romantica. La sua letteratura si svolge quindi tra la fine
dell'800 e l'oggi, con una buona predominanza di autori francesi.
Così è anche il caso di "Music to love"
(solo una pura coincidenza la segnalazione nei giorni di San
Valentino), inciso per Brioso da Pierpaolo Iacopini, sassofonista
romano da qualche anno a Bari come docente al locale Conservatorio,
e Alessandra Lattanzi, pianista anche lei romana. Il disco,
che è stato accolto positivamente dalla stampa americana,
si apre con la "Sonatine" di stampo neoclassico
di Pierre Max Dubois, allievo vivente di Milhaud e prosegue
con "Tableaux de Proceve" di Paule Maurice, "Sonate
pour saxofone alto" di Jeanine Rueff e "Piece concertante
(dans l'exprit du jazz) di Paul Bonneau. Due donne, le prime,
e un uomo, tutti legati ai recenti ambienti del Conservatorio
Nazionale di Musica di Parigi (bonneau è morto nel
'95, la Rueff nel '99). La loro musica risente dello stile
e della tradizione nazionale che pure non rinuncia ad accogliere
influssi estranei, dai temi popolareschi che richiamano il
folklore mediterraneo, sino a cedere allo spirito del jazz
che aleggia nel lavoro di Bonneau. Il suono di Iacopini è
caldo, quasi fosse un violoncello; la tecnica, di grande agilità,
gli consente rapide svirgolature di note e di suono in tutti
i registri dello strumento. I musicisti si congedano all'ascolto
con la bellissima "Rapsodie" di Debussy, vero capolavoro
della letteratura per sassofono".
Fiorella Sassanelli, Repubblica,
11 febbraio 2001
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